La Psicoterapia e lo psicoterapeuta

Scritto da: Giorgio Burdi Su: Thursday, November 28, 2013 Commento: 2 Colpire: 1547

Lo psicologo non può interessarsi o approfondire o curare disturbi: questa è competenza dello psicoterapeuta.

Questa nuova figura è una figura specialistica che può essere acquisita attraverso uno studio presso una scuola di specializzazione post-lauream di almeno quattro anni, adesso la giurisprudenza sta aumentando questo percorso a cinque, pensate il percorso per acquisire la specializzazione relativa alla psicoterapia dura cinque anni esattamente quanto dura il percorso di laurea, avrà un senso allora approfondire, studiare per altri cinque anni per poter trattare i disturbi.

La psicoterapia prevede non solo il colloquio, l'anamnesi, la psico-diagnosi ma il trattamento delle diverse disfunzioni, tale trattamento è competenza dello psicoterapeuta in quanto egli stesso sa come e quando poter approfondire la ricerca intorno al disturbo. Perché questa è competenza dello psicoterapeuta?

Perché egli attraverso i suoi studi, i suoi approfondimenti riesce a dosare e a sapere fino a che punto può approfondire la tematica del soggetto, quando è necessario fermarsi, quando dovrà riprenderlo, quando dovrà interrompere il colloquio psicoterapico e come anche trattarlo, queste competenze non hanno nulla a che vedere con le competenze che possiede un semplice laureato e abilitato alla libera professione quale può essere lo psicologo.

Lo studio Burdi, durante il processo di psicoterapia, attiva inizialmente un lavoro e una sintonia empatica con il soggetto interessato. Cerca di instaurare una relazione di estrema fiducia, sottolineando ed esaltando ciò che solitamente si dà per scontato: il valore estremo alla privacy riguardo ai contenuti trattati, sia se tali contenuti vengono trattati in una psicoterapia individuale, sia se vengono trattati in una psicoterapia gruppo analitica. E' delicatezza dello psicoterapeuta sapere come e quando incominciare a "tirar fuori" materiale rimosso del soggetto o "spellare la cipolla" . Per materiale rimosso non si intende materiale dimenticato o buttato via, ma quei ricordi che vengono nascosti nella parte più recondita e lontana della mente umana ma che sono comunque sempre presenti ed inconsciamente non ricordati per evitare che ci si ammali o che il problema diventi una malattia. Lo psicoterapeuta è un esperto nel tirar fuori, evitando di scompensare il paziente invece che aiutarlo a star meglio. A tale scopo egli usa una serie di tecniche di indagine che possono essere individuate nelle libere associazioni, cioè il soggetto può parlare di quello che vuole, può interrompere in qualsiasi istante e può dire quello che gli passa per la mente, attraverso poi le indicazioni delle sue fantasie e il racconto dei sogni.

Altre tecniche che vengono adoperate in psicoterapia sono lo psicodramma e l'ipnosi, tecnica che favorisce non solo il rilassamento ma l'accesso a contenuti più lontani che sono stati memorizzati dal soggetto. Su questa base abbiamo una concezione che la mente umana non dimentica mai ma tutto rimane anche se attraverso l'effetto della rimozione tali contenuti non ci permettono di arrivare a un chiaro, nitido accesso a determinate informazioni. Il compito dello psicoterapeuta è di aiutare il soggetto a partorire se stesso, ciò che Socrate chiamava arte della maieutica, lo psicoterapeuta come un ostetrico aiuta piano piano a far venir fuori la persona che è dentro di noi, che esiste, c'è. Non è compito dello psicoterapeuta tirar fuori un qualcosa che non esiste, cioè un'altra persona, non è mettere in condizione il soggetto di aderire alle proprie teorie, come se lo psicoterapeuta volesse dare conferma ad alcune ipotesi, ad alcune strutture teoriche ma invece i suoi costrutti dovrà imparare a metterli completamente da parte.

Uno psicoterapeuta non applica le sue teorie ma individua in ogni soggetto situazioni e condizioni sempre nuove. Lo psicoterapeuta non è di parte mai, è obbiettivo, non gli interessa la condizione religiosa anche se la prende in considerazione come elemento di influenza, non gli interessa la componente politica anche se altrettanto la tiene in considerazione riguardo all'influenza, non tiene conto della differenza sull'identità sessuale, sull'opinionismo, su quello che pensa la gente, il popolo, la cultura.

Uno psicoterapeuta non tiene conto dei suoi costrutti teoretici tali da doverli applicare nella psicoterapia, tali da poter condizionare nell'eventuale scelta il soggetto. Uno psicoterapeuta accoglie, non giudica mai, mette in condizioni il soggetto di poter esporre tutta la sua situazione, quando non ne parla è perché o si sono attivati dei meccanismi di rimozione o ha subodorato che dall'altra parte il suo interlocutore potrebbe giudicarlo.

In tal caso uno psicoterapeuta nel suo lavoro di formazione avrebbe dovuto lavorare sulle capacità di rendersi neutrale. Uno psicoterapeuta sposa l'idea della cultura delle differenze, quanto più incontra soggetti diversi e accetta e lavora come normalità tanto più è pronto a svolgere il suo lavoro. Le persone non possono essere appaiate, raggruppate in schemi, ogni persona che entra in psicoterapia ha necessità di essere trattata come un unico soggetto assoluto originale, con un mondo esattamente diverso da quello degli altri, con condizionamenti differenti, con persone diverse, con condizioni ambientali, culturali, religiose diverse.

La concezione della psicoterapia dello studio Burdi è che ogni persona che arriva in analisi è una persona che porta non solo un problema ma porta un mondo con se, e porta un mondo di relazioni. Nella mente del soggetto ci sono mondi di relazione, bisogna comprendere quando si fa un colloquio psicoterapico con quale persona noi stiamo parlando comunicando. Il soggetto ha in mente chi, con quale problema,problema con chi, con chi si sta interfacciando. Durante le prime fasi del colloquio psicoterapico la prima domanda che si pone lo psicoterapeuta è cosa cerca da me, cercando successivamente di fissare con la persona interessata gli obiettivi. Una volta fissati gli obiettivi si definisce il contratto terapeutico cioè dove vogliamo arrivare e quale problema vogliamo risolvere. Molto spesso il problema che viene posto dal soggetto paziente è un problema che può essere legato a una miriade di altri problemi dei quali il soggetto stesso non è a conoscenza, o non ricorda o omette. Compito dello psicoterapeuta è intercettare e individuare il problema che viene indicato dalla persona e indicare una serie di altre particolari problematiche che vengono non considerate.

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